Fasoli Gino
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02.10.2025 - Notizie

CENTENARIO FASOLI GINO

Centenario Fasoli Gino – Domenica 14 Settembre

La cantina Fasoli Gino festeggia il centenario della sua attività, un traguardo che intreccia tradizione familiare, innovazione e una scelta pionieristica: quella del biologico, intrapresa già negli anni Ottanta, quando ancora pochi ne intuivano la portata.

In occasione del centenario, la Cantina Fasoli Gino ha organizzato Domenica 14 settembre una giornata dedicata a far conoscere le proprie realtà e a degustare i suoi vini iconici.

La giornata è cominciata con la Vendemmia del Centenario a Tenuta Le Cave. Un’esperienza indimenticabile dedicata ad amici, clienti e partner per mostrare quanto lavoro e passione si nascondono dietro ogni calice. 

La vendemmia che segna il centenario della cantina non poteva presentarsi in condizioni migliori. «L’annata è stata regolare – racconta Natalino Fasolicon piogge e caldo ben distribuiti: la vigna ha retto i picchi di calore estivi e oggi ci regala uve sane e di grande qualità». La raccolta è già iniziata con Pinot grigio e Garganega per la base spumante, seguiti dallo Chardonnay. Alla terza settimana di settembre tocca invece a Corvina, Corvinone e Rondinella, destinate all’appassimento per l’Amarone. «Le uve di quest’anno – sottolinea Fasoli – si presentano in modo eccellente».

E dopo il duro lavoro la pausa per un bicchiere di vino e un panino ha riscosso un enorme successo.

La giornata è proseguita con un pranzo al Ristorante di Tenuta Le Cave dove è cominciato un vero percorso eno-gastronomico. Sono stati presentati i vini prime della Cantina Fasoli Gino e ovviamente il vino del centenario Fasoli Gino 100.

Nel pomeriggio, è stata organizzata, al Palazzetto dello Sport di Colognola ai Colli, una tavola rotonda dal titolo «Fasoli Gino, Cent’anni di agricoltura: passato, presente e futuro. Una terra da salvare» per un confronto e una riflessione sui temi della sostenibilità, dei cambiamenti climatici, del valore della tecnologia e delle politiche che possono sostenere chi lavora la terra.

Introdotti dalla giornalista Elisabetta Gallina, Natalino e Matteo Fasoli hanno raccontato i loro «Cent’anni di vino, radici nel passato e visione per il futuro». 

Il percorso di sostenibilità dell’azienda, avviato nel 1986 tra antiche conoscenze contadine e approcci che aumentano la vitalità delle piante sanando l’equilibrio perso con le coltivazioni intensive, è diventato una bussola rispetto a quelle «abitudini consumistiche che insegnano soltanto a prendere, utilizzare e abbandonare». La Cantina Fasoli Gino ha fissato un obiettivo per cui «entro un paio d’anni saremo autonomi nell’autoproduzione dell’energia». All’impianto fotovoltaico della potenza di 99 kW già installato seguiranno ulteriori investimenti per arrivare a 200 Kw totali. Inoltre, sarà avviato un processo di recupero del calore, quello prodotto dai macchinari d’imbottigliamento e produzione, che in ottica circolare andrà ad alimentare il riscaldamento degli uffici e la produzione di acqua calda di lavaggio. Già oggi, poi, l’azienda recupera fra i tre e quattro mila metri cubi d’acqua piovana, il cui 80% è riutilizzato per l’irrigazione e altri consumi, vedi il lavaggio delle bottiglie. «Un’altra implementazione della sostenibilità deriverà dai nuovi macchinari futuristici che introdurremo in azienda e che saranno gestiti da una centralina per avere un consumo controllato, ad esempio riducendo proprio il quantitativo d’acqua necessario». Ma nell’agenda figurano anche scelte come l’estensione dell’uso del vetro leggero per il packaging, dove si utilizza già carta 100% riciclata, e valutazioni come l’eliminazione delle capsule dai prodotti che lo consentono. Lo scenario è quello di «un’etica presente su tutta la filiera», dicono Natalino e Matteo Fasoli. 

A seguire, Federica Cantatori, responsabile degli affari ambientali di Airbus Defence and Space, ha presentato come le immagini satellitari di Airbus forniscono dati affidabili, di facile accesso e servizi digitali innovativi per supportare la produttività agricola e la sostenibilità.  

«Prevedere il clima: strumenti e strategie per viticoltori e agricoltori» è stato l’intervento del prof. Paolo Ruggieri dell’Università di Bologna. «La sfida – ha spiegato – è rendere le previsioni sempre più vicine alle esigenze dei processi decisionali, trasformandole in strumenti affidabili per chi lavora sul campo». Ruggieri ha inoltre ricordato il ruolo di Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra: «Grazie a questa piattaforma cerchiamo di avvicinare le persone ai dati climatici disponibili, rendendoli più accessibili e utili alle scelte quotidiane».

Il prof. Davide Gaeta dell’Università di Verona ha rivolto una critica alle politiche europee in ambito agroalimentare. «L’Italia – ha osservato – ha il costo energetico più alto d’Europa e non esistono politiche adeguate al settore agricolo». Sul fronte del biologico, Gaeta ha sottolineato i limiti del sistema: «È nato da un regolamento poco efficace, che non ha saputo trasmettere al consumatore un reale valore aggiunto». Ma il nodo principale resta la marginalità: «Il vero problema è la ridotta redditività degli agricoltori, aggravata dalla congiuntura internazionale».

Il dott. Emanuele Fontana di Crédit Agricole ha affrontato il tema del «Credito in agricoltura: modelli e soluzioni». Con riferimento ai sistemi ESG (Environmental, Social e Governance) ha detto: «Parlare di sostenibilità e inserirla in un sistema di premialità legato all’accesso al credito agricolo è piuttosto complesso». La soluzione, ha spiegato, sta in un approccio diverso da parte delle banche: «Occorre un ragionamento concreto, basato sulla conoscenza dei fattori produttivi dell’azienda agricola. Solo così, con un dialogo continuo, si possono individuare le reali potenzialità delle imprese e valorizzare le componenti di sostenibilità ai fini dell’accesso al credito».

In merito alla meccanizzazione sostenibile il dott. Antonio Maria Ciri di Italian Tractor ha portato l’esempio del primo trattore alimentato a biometano, un gas purificato derivato dalla decomposizione anaerobica di materia organica. «Si tratta di un mezzo – ha spiegato – che consente alle aziende agricole di produrre in autonomia il proprio combustibile, utilizzando i loro stessi scarti, compresi i reflui zootecnici». Un modello che, secondo Ciri, permette di chiudere il ciclo virtuoso della sostenibilità.

Il senatore Luca De Carlo, presidente della 9ª Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico dell’agricoltura: «In Europa siamo stati i primi, negli ultimi tre anni, a ribadire che il compito principale dell’agricoltura è produrre cibo per sfamare il mondo. Con una popolazione destinata a toccare i 10 miliardi in pochissimo tempo, la sfida è aumentare la produzione senza dimenticare l’impatto del cambiamento climatico». Un obiettivo ambizioso che, secondo De Carlo, non può realizzarsi nell’arco di pochi anni: «Sappiamo che non possiamo cambiare il mondo in tre anni ma, se in Europa facciamo fatica a far passare le nostre idee, in Italia abbiamo già destinato risorse importanti: 12,3 miliardi in questo triennio». Guardando alla qualità del Made in Italy, il senatore ha rimarcato: «I nostri prodotti sono un’eccellenza, con un primato di Dop e Igp che vede il Veneto in prima fila. La nostra forza è la qualità, insieme alla sicurezza alimentare: i controlli rigorosi fanno dell’Italia un punto di riferimento e una garanzia apprezzata a livello mondiale».

Il dott. Salvatore Carfì di AGEA ha illustrato le potenzialità future dello schedario grafico nel settore vitivinicolo, uno strumento informativo e cartografico che, su base regionale, registra le superfici vitate di un’azienda collegandole a dati catastali e caratteristiche agronomiche. «Questo strumento – ha spiegato – è fondamentale per monitorare il potenziale produttivo, gestire le autorizzazioni e accedere alle misure di sostegno». Attualmente, ha ricordato Carfì, il sistema è «prevalentemente alfanumerico, basato su dati testuali e codici numerici». Lo schedario grafico, invece, permette una visualizzazione immediata e spaziale dei dati vitivinicoli, diventando un supporto prezioso per l’analisi territoriale e gestionale e superando i limiti di un approccio puramente testuale.

Sul tema «Ruolo delle bioenergie in agricoltura: bioenergia, biogas, digestato» è intervenuto l’ing. Stefano Svegliado di FemoGas Spa. «Il biometano – ha spiegato – è un’energia rinnovabile che non intacca le risorse esauribili». FemoGas ha scelto di puntare su una produzione etica, ricavando biometano da matrici agricole: reflui zootecnici, sia bovini che avicoli, e scarti agroalimentari, come la sansa delle olive. «Il nostro biometano – ha sottolineato – non solo contribuisce all’autosufficienza energetica italiana ed europea, ma rappresenta anche una risposta concreta a sostegno della filiera agricola». Un aspetto decisivo riguarda l’impatto ambientale: il processo di digestione anaerobica adottato negli impianti dell’azienda riduce sensibilmente le emissioni di CO₂, metano e ammoniaca, tra i principali gas serra.

I festeggiamenti sono proseguiti in una nuova location, a Villa Vanzetti per un ultimo brindisi a questi incredibili 100 anni di storia.

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