Fasoli Gino
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10.04.2025 - Notizie

100 anni della Cantina Fasoli Gino

C’era una volta un uomo, un sogno e una damigiana consegnata a mano. Era il 1925. Da allora, cento vendemmie, cento primavere, cento inverni. Celebriamo non solo un vino, ma una visione: quella della famiglia Fasoli. Una storia di terra e coraggio, di scelta bio quando nessuno ci credeva, di futuro immaginato con le radici nel passato.

“Il nostro presente non è che il passato di altri e ciò che oggi siamo è inscindibilmente legato a chi ci ha preceduto”.

Natalino Fasoli

Una convinzione, questa, che ha sempre orientato l’agire dell’azienda Fasoli Gino e che è custodita come una sorta di credo a cui ricondurre il lavoro nei campi, la passione in cantina e le soddisfazioni che ne conseguono. I successi di oggi, infatti, parlano di un devoto lavoro quotidiano che parte da lontano e che profuma di tiepide albe estive scorte sotto le viti, di tralci potati nell’intirizzirsi dell’autunno, di gemme trepidamente attese sul finire dell’inverno e di un trionfo di luci, colori, foglie e fiori in primavera. Sempre con i piedi per terra, il cuore tra le zolle, le mani nei grappoli, le dita tra gli acini.

Teatro Ristori di Verona, 8 aprile 2025. 100 anni della Cantina Fasoli Gino. Vite per il vino.

Cent’anni fra i vitigni di cui quasi la metà trascorsi nel mondo del vino biologico. «In principio fu un’allergia agli agenti chimici. Da lì inaugurammo un nuovo percorso che tuttora ci detta il cammino. Perché quando il passato ti dà etica, non è più passato ma è futuro». È l’idea che accompagna la Cantina Fasoli Gino nel celebrare il centenario con un nuovo Rosso speciale, un «best of» della propria produzione ch’è stato presentato a operatori ed esperti del settore durante l’evento esclusivo al Teatro Ristori di Verona. Intitolata «Vite per il Vino», la serata è dedicata a un secolo di storia famigliare e programmata nella cornice del 57esimo Vinitaly. «Il vino dei cent’anni non è che la summa di tutti i nostri rossi a mono-vitigno», così Natalino e Matteo Fasoli, terza e quarta generazione dell’azienda nata nel 1925 a Colognola ai Colli, nell’est veronese della Val d’Illasi. Una realtà d’eccellenza pioniera del settore biologico già dal 1986, sperimentatrice del metodo biodinamico a partire dal 2006 e oggi proiettata verso un orizzonte ad alto tasso di sostenibilità: «Nel giro di due anni raggiungeremo l’autonomia energetica fra pannelli fotovoltaici, recupero del calore prodotto dai macchinari quale nuova fonte per riscaldare gli uffici e riutilizzo dell’acqua piovana».

C’è un unico filo che intreccia le trame del tessuto produttivo e imprenditoriale dell’azienda Fasoli Gino, ancorando l’oggi a ciò che è stato in vista del domani: la cura per l’ambiente, alimentata dalla passione per il lavoro che si rivela in tutta la sua interezza in tante vite vissute per il vino, nel rispetto per il consumatore e nell’attenzione alla persona. Perché riappropriarsi degli antichi valori pur essendo protesi al futuro è un criterio che accomuna tutte le generazioni di casa Fasoli.

Ecco il meglio del nostro passato, la gioia del nostro presente e l’entusiasmo per il nostro futuro”.

Matteo Fasoli

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